Opinione Elettorale, Corriere del Ticino di Sabato 18 marzo 2017.

La Nuova Città sta nascendo. Ci vorrà un cambio di paradigma; non sarà sufficiente limitarsi ad amministrare il presente come oggi, ma compiere delle scelte coraggiose per influenzare il futuro. Sarà innanzitutto necessario chiarire quale via di sviluppo economico e industriale vorremo percorrere nei prossimi anni, quale tipo di occupazione vorremo e su quali settori puntare. Le priorità economiche non potranno più basarsi sull’attrarre qualsiasi nuova azienda allo scopo di mantenere il moltiplicatore comunale il più basso possibile.

Sono convinto che si possa fare a meno d’imprenditori che basano la propria scelta di insediarsi in una determinata località solo per l’ammontare d’imposte che dovranno versare a favore della collettività e dei servizi pubblici. Troppo spesso, le aziende che ragionano in questi termini sono a basso valore aggiunto, prive di contatto reale col territorio e la popolazione; aziende che non portano innovazione e non garantiscono condizioni di lavoro adeguate ad assicurare una vita dignitosa ai salariati.

Al contrario, un lungimirante impegno economico da parte delle istituzioni cittadine dovrebbe passare da una programmazione degli investimenti pubblici infrastrutturali con l’obiettivo di garantire le condizioni necessarie a incoraggiare l’insediamento di piccole e medie imprese (PMI) ad alto valore aggiunto, che producano beni innovativi e de-standardizzati, legate in maniera organica al territorio e che garantiscano elevati standard sociali. Come fatto con l’approvazione del progetto del polo biomedicale, dovrà essere la politica a dare un indirizzo strategico e decidere su quali settori economici e di ricerca puntare. Il prossimo passo sarà dunque favorire la nascita e l’insediamento, attorno al nascente polo, di nuove PMI interconnesse tra loro allo scopo di formare un vero e proprio distretto (cluster) industriale del settore biomedico, che possa valorizzare le sinergie industriali tra aziende spin-off specializzate e i centri di ricerca dell’IRB. In modo analogo, bisognerà favorire la realizzazione di un cluster industriale che ruoti attorno alle Officine FFS improntato sull’innovazione del trasporto pubblico e di quello di merci sulla lunga e corta distanza. Investire nell’innovazione vuol dire anche favorire lo scambio di conoscenze e know-how. Così, piuttosto che favorire un turismo di massa, consumistico e slegato dal territorio, Bellinzona potrà specializzarsi su un turismo settoriale scientifico e di ricerca.

Non solo amministrazione, ma pianificare l’innovazione economica!

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